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14 Febbraio 2018

Regno Unito

BREXIT: SETTORI INDUSTRIALI E PMI TEMONO BARRIERE TARIFFARIE NON SOLO CON L'UE

Secondo alcuni analisti locali ed anche alcuni autorevoli opinionisti (Financial Times), interpellati sul tema impatto brexit sull`economia locale, crescono i dubbi da parte del mondo industriale e finanziario britannico sull`uscita dall`UE. Chiaramente le perplessita` del mondo imprenditoriale non sono di oggi, ma partono ben prima del giugno del 2016, data del referendum sull`uscita dall`UE, ma in questo ultimo periodo anche sulla base di report ufficiali (ma non "ufficialmente" resi pubblici) e di autorevoli centri studi, cresce il "malcontento" del sistema industriale e finanziario che vede agitarsi lo spettro di una forte spinta recessiva alle porte. Nei prossimi 15 anni non solo il Pil potrebe subire contraccolpi negativi molto sensibili (con cali oscillanti fra il 2 ed il 5% secondo lo scenario), ma in generale su oltre 122 settori industriali presi in esame, tutti risentirebbero sia dei possibili incrementi daziari che delle barriere non tariffarie che si creerebbero inevitabilmente alle frontiere con l`UE (i cali nell`export oscillerebbero fra il 2/3% sino ad oltre il 20%). Nello specifico i settori aerospazio, farmaceutica, ed autoveicoli risentiranno non solo dei problemi connessi alle catene di approvvigionamento da e per l`Europa, ma anche e forse soprattutto dei potenziali mancati investimenti dall`estero o possibili disinvestimenti di quelli attuali. Per tali motivi oltre che a quello strettamente finanziario legato alla City, si ribadisce che le prossime decisioni in materia economico-commerciale qui nel Regno Unito avverranno anche sotto la spinta del mondo imprenditoriale in pressing sul governo affinche` non siano prese decisioni affrettate e che impattino negativamente sul mondo degli affari nel medio-lungo termine. ITA London (ICE LONDRA)